Salve, sono Gillette
- 29 ott 2024
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Dipendenza da lavoro

Salve, sono Gillette. Ho sposato il mio lavoro e mi sento vivo solo mentre lavoro, la mia massima è "Il lavoro nobilita l'uomo". Ho sempre voluto fare questo mestiere, il barbiere, fin da piccolo. Spesso sogno di diventare un grande sarto, fama e ricchezza. Per il momento mi accontento del mio negozio, sono da solo, e ci passo ormai anche 13/14 ore al giorno. Salto anche la pausa pranzo, anzi è il momento in cui ho più clienti. Sono piuttosto perfezionista, preciso, il taglio di capelli deve essere come io lo intendo, a volte i clienti escono poco soddisfatti, pazienza. Parto presto la mattina e vedo i miei familiari solo la sera, mi lamento con loro di qualche cliente difficile, ma mi ascoltano poco, sono stufi di sentire le mie lamentele e io le loro. Non ho tempo per queste cose, queste inutili perdite di tempo, io devo lavorare, poche smancerie. Ultimamente mi sento un po' stanco, sarà perché mangio male, un panino veloce, tanti caffè, e a volte fatico a concentrarmi, un giorno stavo quasi tagliando un orecchio ad un cliente. A volte mi sembra di fare le fatiche di Sisifo, sapete chi è, vero? Non so più se lavoro per vivere o vivo per lavorare ... oh scusate, ecco un cliente, devo andare ... "Chi non lavora non fa l'amore" cantava Celentano, ma io non so più che cos'è, l'amore.



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