Salve, sono Beppe
- 29 ott 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Bestemmia compulsiva

Salve, mi chiamo Beppe. Sono un frequentatore assiduo di bar e mi piace il caffè, si vede, no? Gustarlo al bancone, soprattutto se c'è una bella cameriera a servirmelo. Da un po' di tempo frequento il Bar Sport, gente vera, spontanea, senza peli sulla lingua, schietta. Ormai è diventato il mio bar preferito, mi sento tra amici. C'è solo un problema: qui tutti bestemmiano e chi non lo fa viene guardato male. All'inizio ero imbarazzato ma sai, un po' per ridere e un po' per non sentirmi escluso, ho iniziato a bestemmiare anch'io. All'inizio timidamente, ora sono più sicuro di me. Durante le discussioni con gli altri tifosi di calcio, quando sento di non avere argomenti per difendere la mia squadra del cuore lascio andare una bella bestemmia sonora che in genere aumenta la credibilità delle mie affermazioni calcistiche. A volte iniziano delle gare di bestemmia, non posso tirarmi indietro. Mi sono sempre detto che avrei smesso quando voglio, che lo faccio solo al bar, che fa parte della tradizione locale e qualcuno la deve pur mantenere. Sta di fatto che ora mi ritrovo a bestemmiare anche in casa, nelle discussioni con mia moglie quando non so più cosa dire, o come prova di autorità con i figli che non vogliono obbedire. Spesso anche sul lavoro o da solo quando impreco contro il computer troppo lento. Ne dico tante. Gli altri mi guardano con imbarazzo, a volte increduli; spesso fanno finta di non aver sentito. Mi rendo conto a volte di mettere a disagio le persone, a parte gli amici del bar, ma mi scappa, come la pipì e quando scappa scappa. Bestemmiare è come fare la pipì davanti agli altri.



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